Il più talentuoso cantante di tango

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Roberto Goyeneche

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Roberto GoyenecheRoberto Goyeneche nacque a Buenos Aires il 26 gennaio del 1926, nello specifico nel quartiere di Saavedra. Dal 1940 in poi si affermò come un talentuoso e osannato cantante di tango argentino. Era dotato di una grande espressività del fraseggio e di una forte personalità interpretativa che lo resero, agli occhi del pubblico, una sorta di personificazione del tango stesso. Rappresentò in tutte le sue sfumature l’archetipo dell’esistenza "bohémien" nella Buenos Aires degli anni ’50. Parliamo di uno stile di vita evidentemente non convenzionale, diffuso tra artisti, scrittori, musicisti e attori; l’essenza ribelle di coloro che anteponevano la propria libertà artistica, ideologica ed espressiva a ogni limite imposto dal precostituito, dal buon senso, dalle regole della società "per bene". In Sud America, in quegli anni, molti rampolli di famiglie benestanti scelsero di diventare Bohémiens, perseguendo un’esistenza non ortodossa, spregiudicata, spesso ai limiti della povertà, in omaggio ai loro ispiratori europei. Goyeneche fu soprannominato "El Polaco" per via del suo aspetto fisico; magro e dai capelli rossi, somigliava ai giovani immigrati polacchi che tentavano la fortuna in Argentina. Si appassionò al tango fin da adolescente, seguendo le esibizioni dei "tangueros" nei localini di Buenos Aires. Crebbe nel mito di Carlos Gardel, il più importante interprete di tango argentino degli anni ’30. Continuò a coltivare la sua passione, lavorando nel frattempo come autista e meccanico fin quando non gli capitò l’occasione della vita. Nel 1944 vinse un concorso locale per voci esordienti: a diciotto anni ottenne il suo primo ingaggio come cantante nell’orchestra di Raúl Kaplún. Debuttò in diretta su Radio Belgrano dimostrando da subito uno stile canoro particolare. Aveva una dizione perfetta con una gestione delle pause e dei silenzi talmente ricercata da renderlo davvero unico nel suo genere. Era un cantante eccezionale il cui fraseggio si muoveva in perfetta armonia con l’Orchestra. Goyeneche rispettava il ritmo del tango argentino quasi fosse un musicista evitando la tendenza di molti suoi colleghi di mescolarlo con altri generi quali ballate, boleri e motivi che potevano somigliare al tango ma che non erano tango.

Roberto Goyeneche con Anibal Troilo  Roberto Goyeneche durante una esibizione

Nel 1952, Roberto Goyeneche venne chiamato da Horacio Salgán, condividendo il ruolo di cantante con Angel Diaz. I pezzi "Alma de loca", "Yo soy el mismo" e "Un momento" furono registrati con l’Orchestra del Salgán, riscuotendo un discreto successo. Nel 1956 Roberto raggiunse l’Orchestra del grande Anibal Troilo di cui era sincero ammiratore. Lo stile di Goyeneche si arricchì ulteriormente grazie all’esperienza artistica maturata al fianco di Troilo, "El Bandoneón de Buenos Aires", uno dei più grandi musicisti di tango del tempo. Furono 26 le canzoni registrate con questa Orchestra. La carriera del "Polaco" continuò poi al fianco di altri celebri maestri di tango quali Armando Pontier, Raúl Garello e altri ancora. Nel 1963, Goyeneche decise di cimentarsi in una nuova sfida iniziando una carriera da solista. La sua voce, maturando con l'età, entrò ancor più nei cuori del pubblico che lo assurse a vero e proprio "mito vivente" del tango. Il suo repertorio fu molto vario: passò dai tanghi classici a quelli più moderni. Interpretò brani "storici" tra cui i pezzi di Carlos Gardel. Roberto Goyeneche durante una esibizioneMemorabile, nel 1969, l’interpretazione audace e coraggiosa di "Balada para un loco", un brano controverso scritto da Horacio Ferrer e Astor Piazzolla. Ritornando ai tanghi classici, la particolarità di Goyeneche fu proprio quella di reinterpretarli così bene da assumerne, nel ricordo della collettività, la paternità. "La ultima curda" di Edmundo Rivero, "Gricel" di Francisco Fiorentino, "Naranjo en flor" di Floreal Ruiz, tanto per fare alcuni esempi, furono considerati pezzi originali di Goyeneche mentre erano, nella loro interpretazione originale, di altri. Roberto, da solista, incise altri due album con l’amico Troilo: i titoli furono una sorta di omaggio al suo soprannome, "El Polaco y yo" e "Te acordás Polaco?" (1971). Collaborò poi con il quintetto di Astor Piazzolla nel 1982 e sempre in quegli anni apparve come ospite speciale nelle pellicole cinematografiche "El exilio de Gardel" e "Sur", entrambi diretti da Fernando Solanas. Goyeneche fu considerato il più grande cantante vivente di tango persino negli anni ’90 con una fama e un riscontro di pubblico simile a quelli di Carlos Gardel. Morì il 26 agosto del 1994. Nel quartiere Saavedra di Buenos Aires gli fu intitolato un viale. Il minimo degli onori per uno dei più grandi interpreti del tango argentino.

Articolo a cura di Andrea C.

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